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Chiusa la casa delle donne


Attiviste: Così ci costringono allillegalità.
La missiva porta la firma di oltre 40 eurodeputati di Bruxelles tra cui Eleonora Forenza, la democratica Simona Bonafé, Barbara Spinelli, Sergio Cofferati.
Inoltre, ci sarà un follow up, con le hotel les trois palmiers marrakech telephone coordinatrici della commissione per arrivare ad una soluzione a livello europeo per tutelare con provvedimenti ad hoc gli spazi delle donne, annunciano da via della Lungara.
Una contabilizzazione vagliata dagli uffici capitolini ma ritenuta irricevibile ai fini dellestinzione del debito.Dunque, spostare il passivo dal Comune ad una banca: ipotesi rifiutata dalla realtà autogestita che, ricorda non ha fini di lucro, e dove i servizi anche di carattere medico o legale sono gratuiti.Scopo: portare il tema del pericolo chiusura delle realtà femministe e degli spazi autogestiti dalle donne allattenzione delle istituzioni europee.Virginia Raggi non conosce la Casa Internazionale delle donne, ma vuole sfrattarla.Parlamento europeo presso la commissione Femm per i diritti della donna e luguaglianza di genere.Come tante diverse strutture, siamo morose e sotto sfratto ha spiegato Alessandra Filabozzi del centro antiviolenza Donna.I.S.A.La Casa internazionale delle Donne di, roma venga chiusa.Affido condiviso, il ddl Pillon è un pericolo.Invece sono luoghi di solidarietà femminile e femminista, luoghi di autodeterminazione, ricostruzione di vissuti e relazioni, presidi a tutela della dignità, centri antiviolenza, ricorda Brighi che sottolinea, qui si fa vera politica delle donne in maniera autonoma dai partiti e dalle organizzazioni.



Poi manifestazioni, appelli di personalità dello spettacolo e intellettuali e lo stop alla mozione per lavvio di un tavolo tecnico di dialogo tra Campidoglio e le donne ospitate nel complesso del Buon Pastore.
Ma quello della casa delle donne non è un caso isolato Altri spazi di autogoverno e autodeterminazione delle donne versano nelle stesse condizioni.
Un tema, quello degli spazi occupati e autogestiti e dellemergenza abitativa, con cui.
La mozione è stata approvata dalla maggioranza pentastellata con 27 favorevoli e 2 contrari, nonostante la protesta delle attiviste in Campidoglio.Da Palazzo Senatorio fanno sapere che non si vuole vendere limmobile né abbandonare il progetto della Casa delle donne.A farsi portatrice del messaggio a Bruxelles è stata leuroparlamentare Eleonora Forenza, del gruppo Gue-Ngl (Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica che ha direttamente investito del problema Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, e il premier Giuseppe Conte, scrivendo loro ufficialmente per chiedere di schierarsi.Le rappresentanti della Casa denunciano che la mozione è stata votata rifiutando il rinvio richiesto, data anche la riconvocazione del tavolo di confronto per lunedì, tra giunta e Casa Internazionale delle Donne, che è stato impedito lintervento nel Consiglio comunale di una rappresentante della Casa.A metà gennaio il consorzio ha presentato una memoria per risolvere la morosità.La mozione presentata da M5S prevede limpegno per la sindaca Virginia Raggi e la giunta a riallineare e a promuovere il Progetto Casa internazionale della donna alle moderne esigenze dellamministrazione e della cittadinanza, attraverso la creazione di un centro di coordinamento gestito da Roma Capitale.La delegazione formata.Si attende la proposta di transazione, dopodiché si procederà a restaurare il debito con gli strumenti dufficio.Noi certo dal Buon Pastore non ce ne andiamo e continuiamo il nostro impegno con le donne e per la città, si conclude il comunicato.La lotta portata avanti dagli spazi femministi, infatti, non è solo contro la chiusura dei centri ma anche per un diverso modo di interpretarli.Il 3 e 4 settembre scorsi una delegazione delle realtà associative a rischio è stata accolta nel.TPI aveva raccontato della situazione della, casa Internazionale delle Donne e ne aveva discusso in un intervista con Monica Cirinnà, che è stata tra le fondatrici di questa esperienza.2018, giovedì 17 maggio in Campidoglio è stata approvata dal consiglio comunale la mozione del Movimento Cinque Stelle che consente al comune di riappropriarsi della sede della.Autore, anna Ditta, nata a Castelvetrano (TP) il 19 novembre 1991.Campidoglio sta facendo i conti anche a seguito della circolare diramata dal, viminale e la conseguente stretta sugli stanziamenti abusivi.





Così la concessione è stata revocata dufficio dal Comune.
Un braccio di ferro che continua e adesso è approdato anche in Parlamento europeo.

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