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78 In città, nelle quali l'opposizione anti-italiana assunse forme consistenti e attive, le forze fasciste operarono sistematicamente arresti, interrogatori, torture e impiccagioni pubbliche degli oppositori.
I crimini di guerra italiani.
Viazzi, L'inutile vittoria: la tragica esperienza delle truppe italiane in Montenegro, Milano, Mursia, 1998,. .
Alojz Zidar, Il popolo sloveno ricorda e accusa, Capodistria, Založba Lipa, 2001, isbn.
Archivio centrale dello Stato, Roma, Carte Graziani,.Il 24 febbraio 1943 una grande manifestazione popolare ad Atene contro il lavoro forzato, pianificato dalle autorità dell'Asse, si diresse verso la sede del governo collaborazionista greco distruggendone i locali.Significative a questo proposito, sono le affermazioni del generale Gambara: senza fonte «Logico ed opportuno che campo di concentramento non significhi campo d'ingrassamento.Si donna cerca uomo in ancona credette che la zona fosse tranquilla; poi si vide, quando la crisi scoppiò, che i presidi non erano abbastanza consistenti e che non vi era modo di rinforzarli adeguatamente.



Enrico Arosio, Grecia 1943: quei fascisti stile SS, in L'Espresso, 28 febbraio 2008.
Il 13 luglio la popolazione montenegrina insorse; il movimento venne diretto da dirigenti del partito comunista come Milovan Gilas e Blažo Jovanović e da ex-ufficiali dell'esercito jugoslavo come Arso Jovanović, Pavle uriić e Bajo Staniić.
45 Il nuovo massacro fu eseguito in località Engecha, a pochi chilometri da Debre Berhan, e nella mattina del 26 maggio furono sterminati altri 129 diaconi.
2796, emesso in data, in cui rende nota la punizione inflitta alle famiglie di presunti aderenti alle formazioni partigiane: «.92, in materia di " Amnistia e indulto per reati militari in occasione del giuramento alla Repubblica delle Forze armate.I crimini di guerra italiani sono stati quegli atti, contrari ai trattati e alla giurisprudenza di guerra nazionale o internazionale, e considerati crimine di guerra, commessi dalle forze armate italiane dall'.2 siano fucilati sommariamente tutti i cosiddetti giovani etiopi, barbari crudeli e pretenziosi, autori morali dei saccheggi.131 I prigionieri russi furono impiegati come manodopera e fu anche studiata la loro deportazione in Italia, poi arenatasi dinanzi alle difficoltà pratiche.La stessa politica venne perseguita anche nell'adiacente Provincia di Fiume : il locale Prefetto - Temistocle Testa - redasse il il rapporto "Allontanamento di coniugi di ribelli della Provincia di Fiume".


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